As bandeiras
Agora son arame de espiño
Aquí vivo eu, pertenzo a este clan
E ti non,
Só iso
Quería que o souberas
O vento poderoso
Encárgase de espallar
A miña poderosa
Mensaxe:
Eu, nós, aquí
A favor do vento
Ti aí
Do outro lado
Fabrics and metals
The Flags
Now they are barbed wire.
I live here, I belong to this clan,
and you don’t.
That’s all.
I wanted you to know.
The powerful wind
takes care of spreading
my powerful
message:
Me, us, here,
with the wind.
You, there,
on the other side
Buongiorno Josè, un pezzo -una fotografia- del nostro tempo il tutto fatto con pochissime parole pulite ed essenziali ma non deboli e povere. La lingua galiziana ha una musicalità che dà un bellissimo tappeto sonoro a questo scempio umano a cui assistiamo. Complimenti!
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Buon pomeriggio Giusy,
Le bandiere hanno sempre suscitato la mia curiosità; fin da piccolo mi piaceva imparare i nomi dei paesi e i colori a essi associati. Viaggiando per il mondo, ci si rende conto che le persone possono usare il simbolo gioioso di un paese come un’arma per respingere l’altro. È ciò che ho provato e che scrivo qui. Mi fa molto piacere che tu apprezzi la nostra lingua! Un abbraccio.
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credo di avertelo detto, condivido quell’interesse per i confini, i colori.. le moltitudini di simbologie che raccontano una storia.
fa male vedere come i singoli riescano a cercarsi, parlarsi e comprendersi molto di più di quanto i potenti possano o vogliano fare.
Buon weekend!
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Amo le mappe colorate e i percorsi tortuosi dei fiumi, attraversare ponti e addormentarmi cullato dal suono di una lingua straniera; amo i mari e l’imponente presenza delle montagne, i villaggi nascosti tra i pascoli e le città dotate di metropolitana. Mi piace perdermi nelle foreste e tra la folla, osservare la vita nelle pozze di marea e nuotare fino a dimenticarmi della terraferma. A volte, però, mi assale il virus del rimorso e non trovo una parola per curarlo.
Buon fine settimana, Giusy.
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